Un canvas dove il soggetto è la tigre. Una tigre come simbolo di paura.
Il dipinto nasce spontaneo, affiora da dentro.
Racconta Andrea: ho creato prima con colori acrilici e pennello le aree interne. Poi pian piano ho lavorato con il tratto nero a delimitare le forme. Una volta asciugato il dipinto, ho lavorato con uni posca bianco a tratto fine con intagli e simboli: tante lavorazioni, un dipinto dentro un altro dipinto.
All’inizio l’opera viveva in sfondo bianco, poi ho sentito il bisogno di aggiungere il nero, mezz’ombra al dipinto.
Ho lasciato poi fermentare, depositare il canvas, come faccio spesso. Capivo che qualcosa voleva comunicarmi quella tigre, ma non capivo cosa. Nei giorni seguenti ho capito che quel qualcosa era la paura. Era evidente che la tigre rappresentava la mia paura. L’ho ascoltata, ma solo in superficie. E’ stato una notte che lei si è fatta viva: ho capito in quella notte che era un emozione che assolutamente non avevo mai voluto fare mia: sempre tenuta in un angolo, mai accolta. Di sicuro non certo mia amica.
Ma come ci spiegano in tanti, la paura ha bisogno di manifestarsi.
Personalmente credo d avere cercato sempre di esocizarla, ma così facendo è cresciuta si è fatta sempre più grande.

Lo spiega bene Cesare Giacobbe ne suo libro perché ti fai le Seghe Mentali .

Prosegue Andrea: ho lasciato perciò libera la mia tigre libera.
E a vederla, e sentirla, posso ammettere a me stesso di averne paura, una paura in cui mi perdo dentro.

F.to 50 w x 50 h x 1 cm acrilico su tela

STORIA EMOZIONALE DELL’ARTISTA:

Eccomi qui dopo un’altra notte difficile.
Ho lottato contro la mia tigre,
ho lottato per non tornare indietro,
ma non ha senso tutto questo.
E’ tutto un riflesso,
è tutto sfuocato.
Contorni neri,
con simboli bianchi.
Scavo nella mia negoziazione notturna, irresistibile, onirica.
Solo un intenzione ben fatta, scolpirà la pietra, insegnerà ad osservare con distacco questo cielo azzurro di gennaio….
Perdo il controllo, per trovare una soluzione. Ascolto musica curativa, cammino tra i prati, osservo il cielo azzurro.
Cerco una missione, parto per la missione.
Uno due tre, questa missione è sotto controllo, ma senza controllo, e la gente attorno osserva, ma non giudica più.
Questo è la mia nuova via presa senza controllo.
La gente ferma al bar beve un altro drink, mentre plano nell’immenso blù.
Puoi mandarmi un messaggio, un altro messaggio?
Irresistibile tigre dai mille colori, dallo sfondo nero, dai tanti simboli….
Occhi puntati nella notte, sguardo fisso, pronta alla sfida, pronta all’attacco.