Mi metto a NUDO con l’ARTE!
Alla riscoperta delle mie emozioni infantili: evasioni creative d’arte.
Mi sento in Africa: mi sento un African Tribal Neo Expressionism.
Credo nelle contaminazioni stilistiche.
Il mio approccio alla tela è una carovana nomade di stili artistici.
Mi sento un Visual Storytelling: immergendomi nell’arte racconto storie, o meglio, sono le storie a raccontarsi a me.
La mia pittura è istintiva, grezza, ruvida, di getto.
Scava nell’inconscio, si riflette nell’anima, per poi tornare a galla.
Parla molti linguaggi: tristezza, rabbia, paura, gioia, disgusto, sorpresa.
Mi regala emozione, aria da respirare, vita.
Influenze artistiche.
Le mie radici si intrecciano con grandi maestri, dai quali sento di aver ricevuto scintille creative.
- Pablo Picasso – innovazione, cubismo, primitivismo.
“Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.” - Jean Michel Basquiat – caos, genialità, vena malinconica.
“Non ascolto ciò che dicono i critici d’arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos’è l’arte.” - Keith Haring – graffiti come linguaggio universale.
“Voglio restare sempre un dodicenne, dentro.” - Banksy – comunicatore sociale, satira politica.
“L’arte dovrebbe confortare ciò che è disturbato e disturbare ciò che è confortevole.
Il Mio Inizio.
Ho iniziato a muovermi nel mondo della creatività all’età di 4 anni.
Sempre vispo, attivo, curioso della vita e della natura, in particolare degli animali.
Ricordo i pomeriggi passati tra ruscelli e cortili, tra pranzi familiari infiniti e i colori degli animali da cortile.
A 7 anni vivevo momenti di pace rapito dal disegno, a casa delle zie.
Un rapimento mistico, direbbe Battiato.
I ricordi scolastici.
Alle elementari e medie disegnavo sui banchi durante le lezioni.
Da timido bambino delle prime classi, alle medie diventai il “casinista di gruppo”.
Le superiori all’Istituto Valle, indirizzo grafico, mi hanno aperto a tutte le tecniche:
puntinismo, bianco e nero, matite colorate, pennarelli, aerografo, stampa serigrafica.
La rinascita del dragone.
La creatività bussava forte: disegno, pittura, musica, colore.
Ho iniziato a riappropriarmi della pittura, passando dai disegni tecnici a quelli più liberi, svincolati dalla perfezione, ritornando allo sguardo del bambino.
Sono un viaggiatore nomade alla ricerca della mia strada artistica, del percorso che mi riporti a casa: alla mia casa interiore, al mio centro.
Mi piace.
- il disegno, il colore, il cinema, la musica, i viaggi,
- la compagnia dei miei cani, la mia famiglia (il mio branco),
- l’universo femminile, la buona compagnia, il buon cibo, i festival, il reggae, i concerti,
- l’Africa, con la sua connessione ancestrale,
- gli spazi aperti, la natura viva e selvaggia,
- i temporali, il vento, i turbini della natura,
- Tania e Irma, le vere amicizie.
Cosa ricerco nel dipinto.
Sono alla ricerca del mio segno, della mia strada artistica.
Mi affascina:
- la magia dell’acrilico su tela,
- il luccichio dei markers,
- i pastelli su tavole di legno,
- le bombolette spray con il loro odore acre,
- dipingere con Tania,
- vedere la mia casa riempirsi di tele e colori,
- sperimentare la plasticità della materia,
- murales a pennello e spray.
Amo perdermi nel colore, plasmare, pennellare, spatolare, schizzare.
Pittura calamitica.
Dipingo spesso in preda a un “possedimento corporeo calamitico”.
La pittura mi trascina, mi fa sentire libero come un bambino.
È lì che mi emoziono davvero.
Sento le lacrime cadere.
Lacrime vere.
È lì che mi sento finalmente a nudo, finalmente a casa, finalmente in pace.