Mi metto a NUDO con l’ARTE!

Alla riscoperta delle mie emozioni infantili: evasioni creative d’arte.
Mi sento in Africa: mi sento un African Tribal Neo Expressionism.

Credo nelle contaminazioni stilistiche.
Il mio approccio alla tela è una carovana nomade di stili artistici.
Mi sento un Visual Storytelling: immergendomi nell’arte racconto storie, o meglio, sono le storie a raccontarsi a me.

La mia pittura è istintiva, grezza, ruvida, di getto.
Scava nell’inconscio, si riflette nell’anima, per poi tornare a galla.
Parla molti linguaggi: tristezza, rabbia, paura, gioia, disgusto, sorpresa.

Mi regala emozione, aria da respirare, vita.

Andrea Boscaro Artist

Influenze artistiche.

Le mie radici si intrecciano con grandi maestri, dai quali sento di aver ricevuto scintille creative.

  • Pablo Picasso – innovazione, cubismo, primitivismo.
    “Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”
  • Jean Michel Basquiat – caos, genialità, vena malinconica.
    “Non ascolto ciò che dicono i critici d’arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos’è l’arte.”
  • Keith Haring – graffiti come linguaggio universale.
    “Voglio restare sempre un dodicenne, dentro.”
  • Banksy – comunicatore sociale, satira politica.
    “L’arte dovrebbe confortare ciò che è disturbato e disturbare ciò che è confortevole.

Il Mio Inizio.

Ho iniziato a muovermi nel mondo della creatività all’età di 4 anni.
Sempre vispo, attivo, curioso della vita e della natura, in particolare degli animali.

Ricordo i pomeriggi passati tra ruscelli e cortili, tra pranzi familiari infiniti e i colori degli animali da cortile.
A 7 anni vivevo momenti di pace rapito dal disegno, a casa delle zie.
Un rapimento mistico, direbbe Battiato.

I ricordi scolastici.

Alle elementari e medie disegnavo sui banchi durante le lezioni.
Da timido bambino delle prime classi, alle medie diventai il “casinista di gruppo”.

Le superiori all’Istituto Valle, indirizzo grafico, mi hanno aperto a tutte le tecniche:
puntinismo, bianco e nero, matite colorate, pennarelli, aerografo, stampa serigrafica.

La rinascita del dragone.

La creatività bussava forte: disegno, pittura, musica, colore.
Ho iniziato a riappropriarmi della pittura, passando dai disegni tecnici a quelli più liberi, svincolati dalla perfezione, ritornando allo sguardo del bambino.

Sono un viaggiatore nomade alla ricerca della mia strada artistica, del percorso che mi riporti a casa: alla mia casa interiore, al mio centro.

Mi piace.

  • il disegno, il colore, il cinema, la musica, i viaggi,
  • la compagnia dei miei cani, la mia famiglia (il mio branco),
  • l’universo femminile, la buona compagnia, il buon cibo, i festival, il reggae, i concerti,
  • l’Africa, con la sua connessione ancestrale,
  • gli spazi aperti, la natura viva e selvaggia,
  • i temporali, il vento, i turbini della natura,
  • Tania e Irma, le vere amicizie.

Cosa ricerco nel dipinto.

Sono alla ricerca del mio segno, della mia strada artistica.

Mi affascina:

  • la magia dell’acrilico su tela,
  • il luccichio dei markers,
  • i pastelli su tavole di legno,
  • le bombolette spray con il loro odore acre,
  • dipingere con Tania,
  • vedere la mia casa riempirsi di tele e colori,
  • sperimentare la plasticità della materia,
  • murales a pennello e spray.

Amo perdermi nel colore, plasmare, pennellare, spatolare, schizzare.

Pittura calamitica.

Dipingo spesso in preda a un “possedimento corporeo calamitico”.
La pittura mi trascina, mi fa sentire libero come un bambino.

È lì che mi emoziono davvero.
Sento le lacrime cadere.
Lacrime vere.

È lì che mi sento finalmente a nudo, finalmente a casa, finalmente in pace.