L’arte non è mai una definizione universale.
Per noi, Tania e Andrea, è qualcosa di vivo e mutevole: una presenza che accompagna, provoca e trasforma.
Ognuno la vive a modo suo, ma quando le nostre voci si incontrano nasce Tigre Dragone.
La voce di Tania.
Nell’arte metto me stessa.
Libero le emozioni: rabbia, paure, tristezza, gioia. Tutto si intreccia, si contrappone, crea movimento e tensione sulla tela.A volte l’arte sa di bruciato, di amaro in bocca. Mi lascia senza controllo: la tela prende vita da sola e toglie il fiato.
Dipingere è come strappare via le catene e i condizionamenti che mi porto dentro.
Mi sento nuda, esposta, a volte maledetta.
Ma è proprio lì che ritrovo autenticità.
La voce di Andrea.
Per me l’arte è viverla in primis.
È fuoco, faro, intensità. Mi restituisce autenticità e profondità.Ogni volta che dipingo tolgo gli abiti che non mi appartengono più. Scavo dentro di me, affronto le ombre, spezzo le catene.
Credo nella forza terapeutica del disegno e del dipinto: l’arte mi ha aiutato a guardarmi dentro.
Non so se sono arrivato io a lei o se è lei che è arrivata a me.
So solo che l’avevo persa e ora l’ho ritrovata.
Due voci, una creatura.
Cos’è l’arte per noi?
È tutto questo, e molto di più. È un animale vivo, un compagno di viaggio, una forza che unisce e divide, ma che sempre ci spinge oltre.
Tigre Dragone nasce da questo incontro: due modi diversi di vivere la creatività, che si intrecciano su tela e nella vita.