C’è un animale che abita dentro ognuno di noi: la creatività.
Spesso resta silenzioso, in ombra, nascosto sotto i pesi della vita quotidiana. Ma quando finalmente lo incontriamo, ci rendiamo conto che era lì ad aspettare il momento giusto per tornare a respirare.
Il ritorno alla creatività.
Siamo stati aiutati a riappropriarci del nostro mondo artistico attraverso metodi di introspezione, percorsi di crescita, pratiche meditative e momenti di rilascio emotivo.
Abbiamo incontrato persone con cui abbiamo viaggiato insieme, percorrendo chilometri dentro noi stessi.
In quel cammino abbiamo ritrovato la nostra Creatura interiore: la creatività.
E una volta catturata, non potevamo più trattenerla.
Lasciarsi trasportare.
Ci siamo lasciati trasportare fisicamente ed emotivamente: mente, cuore e spirito insieme.
È stato inebriante lasciare che la creatività fosse libera, senza catene, e vedere dove voleva portarci.
Cavalcare e tenere le redini della creatività è un atto coraggioso.
Richiede costanza, impegno e anche la disponibilità a farsi travolgere. È liberatoria, ma a volte straziante: toglie energia e allo stesso tempo ne restituisce di nuova.
Dentro il Flow.
Abbiamo vissuto lunghe notti immerse nei colori, totalmente catturati da un flusso che ci trascinava.
Essere nel Flow significa restare presenti a ciò che hai davanti, entrare dentro il dipinto, sentirlo vivere insieme a te.
Ci si lascia catturare?
Sì.
È pericoloso?
Sì.
È estraneità dalla realtà?
Sì.
Eppure è proprio lì che la vita diventa più intensa.
Il dono dell’arte.
Il rovescio della medaglia è che l’arte chiede molto. Ma ciò che restituisce è immenso.
Rigenera, dà direzione, corposità, sostanza al vivere.
L’arte dà un senso al tutto: alla vita.